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STEF
Quella dei Carracci è una famiglia davvero singolare: due fratelli e un cugino,
tutti e tre nati a Bologna a distanza di pochi anni uno dall’altro, hanno
scelto la strada della pittura. Abbiamo con noi oggi il più anziano dei tre,
Ludovico, col quale parliamo di questa particolare coincidenza. Maestro, a cosa si deve questo amore per l’arte? FABIO Io non ci vedo niente di straordinario. Da
ragazzi abbiamo avuto occasione di frequentare alcuni maestri, come Fontana,
Tibaldi e Passarotti ed è scaturita in noi la passione per la pittura. Dopo
aver imparato con loro alcune tecniche di base della pittura abbiamo compiuto
dei viaggi, a Parma per osservare le opere del Correggio e a Venezia per
conoscere i lavori del Veronese e di Tiziano. STEF
Che cosa pensate del modo di dipingere di oggi?
FABIO Io parlo per me, ma i miei cugini sono dello
stesso parere. Noi riteniamo che la pittura debba essere svecchiata. Sì,
insomma, ci vuole uno stile più moderno, qualcosa che nasca dalla fusione dei
più grandi maestri del ‘500: il disegno di Michelangelo, l’armonia di
Raffaello, la luminosità di Correggio. Insomma, il meglio della pittura
italiana. STEF
È vero che a Bologna avete aperto una scuola di pittura?
FABIO Sì. Inizialmente l’abbiamo chiamata
“Accademia dei Desiderosi” e poi, quando abbiamo ottenuto i primi successi,
l’abbiamo ribattezzata “Accademia degli Incamminati”. A differenza delle
altre scuole di pittura dove gli apprendisti fanno i garzoni prima di diventare
aiutanti dei maestri, la nostra scuola è più che altro un luogo di incontro
non solo tra pittori, ma anche per letterati e poeti. Si discute di tutto, dalla
scienza alla religione e queste discussioni risultano molto utili per i
contenuti delle nostre opere. STEF
Quale preparazione fornite agli allievi? FABIO Tutte le conoscenze di base che vanno
dall’anatomia al disegno, dalla prospettiva alla mitologia. Molta cura noi
mettiamo anche nello studio del vero, per ottenere un linguaggio pittorico il più
naturale possibile, basato sul colore e sul movimento e non sulla staticità.
Quindi, come lei avrà ben capito, noi non ci limitiamo ai soggetti religiosi o
a quelli mitologici, ma ci occupiamo anche di generi nuovi, come il paesaggio,
la natura morta, le caricature. STEF
Ci dica una cosa in confidenza. Chi è il più bravo di voi tre? FABIO Tra noi non c’è rivalità, perché ognuno si
è specializzato in un genere di pittura. Di mio cugino Agostino dicono che non
è un grande pittore, però le posso assicurare che incisori come lui non ne
esistono al momento. E poi Agostino ha una grande preparazione classica ed è
lui che fornisce agli allievi le informazioni necessarie per realizzare le opere
a contenuto mitologico. Io mi sono dedicato di più alle composizioni sacre. STEF Senta, non se la prenda, anche se è stato lei a fondare la scuola, il più bravo a me risulta che sia suo cugino Annibale. È lui il vero caposcuola del vostro nuovo modo di dipingere, l’inventore dell’affresco decorativo, caratterizzato da una moltitudine di personaggi, ricco di forme, di colore e di azione. FABIO (con un po’ di stizza) Se lo dice lei … |
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