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LAURA
La matematica non invecchia mai. Campano da Novara è vissuto cento anni fa ed
è stato uno dei primi scienziati a ridare nuova vitalità alla matematica di
Euclide. Ha favorito con i suoi studi lo sviluppo della matematica moderna, come
ci spiegherà Donatella Aretino. Donatella, è davvero un grande matematico Campano da
Novara? CLAUDIA Sì, non per niente viene chiamato
“Magister Campanus” e a Parigi viene indicato con il soprannome di
“Lombardo”, titolo che i parigini riservano agli italiani celebri. Campano
è stato cappellano di tutti i papi a partire da Urbano IV fino a Bonifacio
VIII. Di buoni costumi e assai devoto, ha viaggiato molto e in Spagna è stato
anche canonico della cattedrale di Toledo. Dal 1260 si è stabilito a Viterbo. LAURA In
cosa consiste la sua produzione? CLAUDIA Ha scritto molte opere, sia di matematica che
di astronomia, disciplina nella quale si fa frequente riferimento al meridiano
di Novara, città dove Campano è vissuto a lungo.
La sua opera più conosciuta, e possiamo dire anche quella più
importante, perché è la prima edizione latina, è la traduzione commentata
degli “Elementi” di Euclide, LAURA E
di cosa si parla negli “Elementi” di Euclide? CLAUDIA Tutta l’opera dei predecessori di Euclide
è riassunta e ordinata negli “Elementi” che sono in tutto 13 libri. Prima
di Euclide non esisteva una chiara distinzione tra il significato di
“teorema” e quello di “problema”. Euclide è stato il primo a
distinguere i due tipi di dimostrazione e a
lui si deve la frase “come volevasi dimostrare” che viene di solito
adoperata a conclusione dei teoremi. Non tutto il lavoro che si trova negli
“Elementi” è originale; due dei volumi, per esempio, sono dedicati alla
dimostrazione e alla comprensione del teorema di Pitagora. LAURA
La traduzione di Campano è quella più fedele all’originale? CLAUDIA No, non è sicuramente questo il pregio
maggiore dell’opera. Campano non conosceva la lingua greca e per la traduzione
degli “Elementi” di Euclide si è affidato a una versione dall’arabo. Per
questo viene accusato di non aver rispettato l’ordine di esposizione del testo
greco. Il merito di Campano è stato quello di aver fondato l’aritmetica su
quattro postulati fondamentali e in questo modo l’ha resa formalmente
indipendente dalla geometria. LAURA
E nel campo dell’astronomia? CLAUDIA L’opera più importante di Campano
nell’astronomia è il “Tractatus de sphaera”. Diviso in 54 capitoli, il
libro costituisce un trattato di cosmologia astronomica molto simile a quello
realizzato da Giovanni di Sacrobosco, che forse è stato un suo collega a
Parigi. Non bisogna poi dimenticare la “Theorica planetarum”, in cui si
parla dell’azione del sole sui pianeti. È un’opera che rivela una
straordinaria conoscenza del sistema tolemaico e una non comune capacità di
calcolo. |
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