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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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GIANLUCA E a proposito di autori proibiti, abbiamo raggiunto a Ginevra, dove ormai vive da diversi anni, Giovanni Calvino. Maestro dicono di lei che è troppo severo. È vero?

 

GIGI Non si tratta di severità, ma di rigore nell’applicazione delle regole del Vangelo alla vita dello stato e dell’intera società. La cittadina dove vivo, Ginevra, conta più di diecimila abitanti ma è amministrata da due organi collegiali formati con criteri democratici.

 

GIANLUCA Sì, ma l’attività del “Concistoro” non invade un po’ troppo la vita privata?

 

GIGI Il “Concistoro” è un organismo democratico, formato dai pastori, ma anche da dodici laici particolarmente inclini alla rettitudine. Perciò non ritengo eccessiva la sua capacità di ammonire e censurare il governo cittadino, se questo non si attiene alle regole morali.

 

GIANLUCA Scusi se la interrompo, ma io ritenevo esagerate le regole imposte alla popolazione…

 

GIGI Lei può ritenere quello che meglio crede, ma se un cittadino arriva tardi ai sermoni è giusto che venga multato; se da troppo tempo non si accosta all’Eucarestia è per il suo bene che viene arrestato; se una donna si dimostra frivola nel vestire, non è un male che venga imprigionata. Feste da ballo, banchetti, giochi sono proibiti nell’interesse della popolazione. Trasgressioni più gravi come l’eresia, l’infedeltà, la bestemmia perché non punirle con la morte?

 

GIANLUCA È per queste … innovazioni che è stato costretto a scappare la prima volta da Ginevra?

 

GIGI La cittadinanza non era ancora pronta a rinunciare a tutti i piaceri peccaminosi della vita. In seguito, quando è stato capito il mio messaggio, sono stato richiamato e ho potuto procedere a un piano di riforma del costume e dell’attività politica.

 

GIANLUCA Sono in tanti a pensare che siano norme troppo rigide, comunque parliamo pure della sua concezione religiosa. La sua teologia che cosa ha ha in comune con quella di Lutero?

 

GIGI Molti sono i punti di contatto, a partire dalla negazione dell’autorità della Chiesa di Roma, al sacerdozio universale dei credenti, senza bisogno di mediazione di un ministro di culto, fino alla limitazione del numero dei sacramenti.

 

GIANLUCA Scusi ma lei, per interessamento di suo padre, non percepisce una rendita dalla Chiesa di Roma?

 

GIGI Non più dal 1536, dopo la pubblicazione della mia opera “Institutio christianae religionis”. Vi ho rinunciato perché il lavoro ha un significato religioso, è una forma di preghiera. Il successo nella vita altro non è che un segno della benevolenza divina nei confronti del credente. I fedeli sono incoraggiati a intraprendere attività imprenditoriali perché così possono dare lavoro agli altri.

 

GIANLUCA Sì, però considerare i poveri come dei peccatori mi sembra esagerato.

 


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