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GIANLUCA
E a proposito di autori proibiti, abbiamo raggiunto a Ginevra, dove ormai vive
da diversi anni, Giovanni Calvino. Maestro dicono di lei che è troppo severo.
È vero? GIGI
Non si tratta di severità, ma di rigore nell’applicazione delle
regole del Vangelo alla vita dello stato e dell’intera società. La cittadina
dove vivo, Ginevra, conta più di diecimila abitanti ma è amministrata da due
organi collegiali formati con criteri democratici. GIANLUCA
Sì, ma l’attività del “Concistoro” non invade un po’ troppo la vita
privata? GIGI Il “Concistoro” è un organismo democratico,
formato dai pastori, ma anche da dodici laici particolarmente inclini alla
rettitudine. Perciò non ritengo eccessiva la sua capacità di ammonire e
censurare il governo cittadino, se questo non si attiene alle regole morali. GIANLUCA
Scusi se la interrompo, ma io ritenevo esagerate le regole imposte alla
popolazione… GIGI Lei
può ritenere quello che meglio crede, ma se un cittadino arriva tardi ai
sermoni è giusto che venga multato; se da troppo tempo non si accosta
all’Eucarestia è per il suo bene che viene arrestato; se una donna si
dimostra frivola nel vestire, non è un male che venga imprigionata. Feste da
ballo, banchetti, giochi sono proibiti nell’interesse della popolazione.
Trasgressioni più gravi come l’eresia, l’infedeltà, la bestemmia perché
non punirle con la morte? GIANLUCA È
per queste … innovazioni che è stato costretto a scappare la prima volta da
Ginevra? GIGI La cittadinanza non era ancora pronta a
rinunciare a tutti i piaceri peccaminosi della vita. In seguito, quando è stato
capito il mio messaggio, sono stato richiamato e ho potuto procedere a un piano
di riforma del costume e dell’attività politica. GIANLUCA
Sono in tanti a pensare che siano norme troppo rigide, comunque parliamo pure
della sua concezione religiosa. La sua teologia che cosa ha ha in comune con
quella di Lutero? GIGI Molti sono i punti di contatto, a partire dalla
negazione dell’autorità della Chiesa di Roma, al sacerdozio universale dei
credenti, senza bisogno di mediazione di un ministro di culto, fino alla
limitazione del numero dei sacramenti. GIANLUCA
Scusi ma lei, per interessamento di suo padre, non percepisce una rendita dalla
Chiesa di Roma? GIGI Non più dal 1536, dopo la pubblicazione della
mia opera “Institutio christianae religionis”. Vi ho rinunciato perché il
lavoro ha un significato religioso, è una forma di preghiera. Il successo nella
vita altro non è che un segno della benevolenza divina nei confronti del
credente. I fedeli sono incoraggiati a intraprendere attività imprenditoriali
perché così possono dare lavoro agli altri. GIANLUCA
Sì, però considerare i poveri come dei peccatori mi sembra esagerato. |
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