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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Come tutti sanno, il 3 marzo, con 63 voti a favore e 23 contrari, il Senato piemontese ha approvato l’intervento militare in Crimea e due giorni dopo Cavour ha comunicato che le forze di terra e di mare sono in stato di guerra con l’impero russo. Abbiamo rivolto alcune domande al maggiore Filippo Brignone, che fa parte del corpo di spedizione pronto a partire per quelle lontane terre d’Oriente.

Maggiore Brignone, può dirci qualcosa sulla consistenza delle forze che saranno impiegate?

 

PASQ Il corpo di spedizione comprende in tutto 18 mila uomini che provengono dalle varie armi, ai quali bisogna aggiungere 4500 cavalli e 36 cannoni. Il comando supremo è stato affidato ad Alfonso La Marmora, mentre le due divisioni sono agli ordini, una del generale Giovanni Durando e l’altra del generale Alessandro La Marmora, fratello di Alfonso e fondatore del corpo dei bersaglieri.

 

STEF E chi comanda i vari reparti?

 

PASQ Le cinque brigate sono comandate dal generale Fanti, dal generale Ansaldi e dai colonnelli Cialdini, Montevecchio e Mollard. La cavalleria è sotto il comando del colonnello Giustiniani mentre l’artiglieria, i bersaglieri e gli uomini del genio sono sotto il comando dei colonnelli Valfré, Di San Pietro e Staglieno.

 

STEF Ma lei non si sente bene. È sicuro di voler partire in queste condizioni?

 

PASQ Sono un po’ debole perché sono affetto da una pleurite acuta, ma non posso mancare in un momento tanto importante per la Patria. Il comandante del corpo di spedizione, sua eccellenza La Marmora, quando ha saputo della mia malattia è stato alquanto indeciso fino all’ultimo, sull’opportunità di mandarmi in un clima ostile, ma il conte di Cavour ha rotto ogni indugio e ha detto che la mia presenza era necessaria.

 

STEF Da parte nostra le auguriamo una pronta guarigione e, ci dica, è vero che lei ha escogitato un efficace sistema per la cottura del rancio?

 

PASQ Durante una campagna militare, anche il mangiare ha la sua importanza. Così io ho pensato, per la cottura del rancio, a dei fornelletti, che sono in genere di mattoni e pietre, ma in caso di necessità si può ricorrere anche a zolle o terra. Con questo sistema per far arrivare l’acqua ad ebollizione sono necessari 10 minuti e altri tre quarti d’ora ci vogliono per la cottura della pasta, o del riso, con i legumi. Per la distribuzione del rancio a un’intera compagnia ci vogliono altri venti minuti e in totale, tra cottura e distribuzione, si impiega un’ora e un quarto, che non è tanto se ci pensa bene. Se per il pasto è prevista anche la carne, l’intera operazione richiede un’ora e 50 minuti.

 

STEF Ci tolga una curiosità. Lei che cosa porterà in Oriente?

 

PASQ Niente di speciale. Oltre all’equipaggiamento di ordinanza, soltanto questa coperta rossa, compagna inseparabile di tanti momenti felici che ho vissuto, questa carta geografica della Crimea e un taccuino dove annoterò  le impressioni e gli avvenimenti principali per poter trarre in futuro utili insegnamenti.

 


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