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STEF
Una delle più gravi sventure che possa colpire l’uomo è sicuramente la
perdita della vista, in quanto, tra i vari sensi, la vista è sicuramente quello
più importante. Il non vedente si trova in una condizione di isolamento che
accresce la sua già triste condizione. Per parlare di questo problema ci siamo
rivolti a Louis Braille che ha annunciato di aver scoperto un nuovo sistema di
lettura. Monsieur Braille, lei sembra piuttosto giovane. Ci
vuol dire quanti anni ha? LUCIO
Ho compiuto vent’anni il mese scorso, infatti sono nato il 4
gennaio del 1809 a Coupvray. Non sono cieco dalla nascita, ma ho perduto l’uso
della vista durante la mia infanzia e sono stato accolto nell’Istituto per
ciechi che si trova a Parigi. STEF
Scusi l’indiscrezione, ma come vive un non vedente? LUCIO Ovviamente non bisogna lasciarsi prendere dalla
disperazione, soprattutto se da persone normali, si diventa ciechi in seguito a
un incidente o a una malattia. L’educazione e la formazione sono molto
importanti per le persone in generale, ma lo sono ancora di più per i ciechi e
molto dipende dalle scuole che si frequentano. STEF
E che cosa si studia in queste scuole? LUCIO Le varie materie, come nelle scuole
tradizionali. Si va dallo studio delle lettere, a quello della musica, della geografia, della storia e anche
della matematica. Lei si chiederà lo scopo di questi studi, ma le posso
garantire che per noi è molto importante leggere, studiare, ascoltare musica o
fare di conto. STEF
Lo svolgimento delle lezioni avviene in forma orale? LUCIO No, si può ricorrere anche a forme di
decifrazione da caratteri e disegni realizzati in rilievo. I non vedenti possono
apprendere materie come la geografia, le scienze, la geometria mediante l’uso
di carte geografiche e disegni in rilievo, ricorrendo a plastici e modelli che
sfruttano, anziché la vista, il tatto, un senso molto sviluppato, insieme a
quello dell’udito. STEF
Cosa pensa del sistema di scrittura inventato da Valentino Haüy? LUCIO Secondo me, l’utilizzo del normale alfabeto
ma con caratteri in rilievo è un sistema poco pratico, perché si percepisce
con difficoltà al tatto. L’esperienza diretta in questo campo mi ha portato
alla realizzazione di un alfabeto che utilizza pochi punti, al massimo sei, per
ciascuna lettera. In base al numero e alla disposizione dei punti si ottengono
le varie lettere dell’alfabeto e la lettura scorre più facilmente. Questo
criterio può essere adottato anche per la matematica per indicare i segni delle
varie operazioni o in campo musicale. |
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