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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Una delle più gravi sventure che possa colpire l’uomo è sicuramente la perdita della vista, in quanto, tra i vari sensi, la vista è sicuramente quello più importante. Il non vedente si trova in una condizione di isolamento che accresce la sua già triste condizione. Per parlare di questo problema ci siamo rivolti a Louis Braille che ha annunciato di aver scoperto un nuovo sistema di lettura.

Monsieur Braille, lei sembra piuttosto giovane. Ci vuol dire quanti anni ha?

 

LUCIO Ho compiuto vent’anni il mese scorso, infatti sono nato il 4 gennaio del 1809 a Coupvray. Non sono cieco dalla nascita, ma ho perduto l’uso della vista durante la mia infanzia e sono stato accolto nell’Istituto per ciechi che si trova a Parigi.

 

STEF Scusi l’indiscrezione, ma come vive un non vedente?

 

LUCIO Ovviamente non bisogna lasciarsi prendere dalla disperazione, soprattutto se da persone normali, si diventa ciechi in seguito a un incidente o a una malattia. L’educazione e la formazione sono molto importanti per le persone in generale, ma lo sono ancora di più per i ciechi e molto dipende dalle scuole che si frequentano.

 

STEF E che cosa si studia in queste scuole?

 

LUCIO Le varie materie, come nelle scuole tradizionali. Si va dallo studio delle lettere,  a quello della musica, della geografia, della storia e anche della matematica. Lei si chiederà lo scopo di questi studi, ma le posso garantire che per noi è molto importante leggere, studiare, ascoltare musica o fare di conto.

 

STEF Lo svolgimento delle lezioni avviene in forma orale?

 

LUCIO No, si può ricorrere anche a forme di decifrazione da caratteri e disegni realizzati in rilievo. I non vedenti possono apprendere materie come la geografia, le scienze, la geometria mediante l’uso di carte geografiche e disegni in rilievo, ricorrendo a plastici e modelli che sfruttano, anziché la vista, il tatto, un senso molto sviluppato, insieme a quello dell’udito.

 

STEF Cosa pensa del sistema di scrittura inventato da Valentino Haüy?

 

LUCIO Secondo me, l’utilizzo del normale alfabeto ma con caratteri in rilievo è un sistema poco pratico, perché si percepisce con difficoltà al tatto. L’esperienza diretta in questo campo mi ha portato alla realizzazione di un alfabeto che utilizza pochi punti, al massimo sei, per ciascuna lettera. In base al numero e alla disposizione dei punti si ottengono le varie lettere dell’alfabeto e la lettura scorre più facilmente. Questo criterio può essere adottato anche per la matematica per indicare i segni delle  varie operazioni o in campo musicale.

 


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