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STEF
Giovanni Botero è un piemontese di 47 anni che ha vissuto per un certo tempo
nelle principali città italiane, Palermo, Roma, Milano ed è stato per un
periodo anche in Francia per insegnare retorica a Parigi. Da queste esperienze
di viaggio e dalla sensibilità verso gli aspetti economici e sociali sono nate
alcune opere. Maestro a cosa sono dovuti questi suoi interessi
culturali? PASQ Io sono un tipo piuttosto irrequieto e non
riesco a stare a lungo nello stesso posto. Se a questo aggiungiamo la malinconia
che a volte mi prende, anche senza apparenti motivazioni, capisce che non sono
un tipo tanto facile da trattare. Per questo mio carattere ho incontrato non
poche difficoltà, che a volte mi hanno proprio creato dei problemi. STEF
Si riferisce ai contrasti che ha avuto a Milano con il cardinale Carlo Borromeo? PASQ Quello è stato un episodio, ma ce ne sono tanti
altri. Mentre mi trovavo a Parigi sono stato richiamato in Italia perché avevo
polemizzato con i Padri spagnoli e una volta arrivato in Italia ho ricominciato
a passare da una città all’altra. Tanto per farle un esempio della mia
incostanza, a Padova ho iniziato a studiare teologia, ma non sono riuscito a
laurearmi. STEF
Però questo girovagare qualche frutto l’ha dato … PASQ Sì, ho scritto un’opera intitolata “Delle
cause della grandezza delle città” che è stata pubblicata la prima volta tre
anni fa, ma già l’anno seguente ho fatto uscire un’edizione con alcune
modifiche. STEF
E, secondo lei, che cosa fa grande una città? PASQ Di sicuro non l’estensione o la grandezza
delle mura di cinta, ma il numero degli abitanti e il loro benessere. Per me, la
città è un luogo dove gli uomini decidono di stabilirsi per vivere insieme ai
loro simili, in condizioni migliori e con maggiori possibilità e interessi che
in campagna. STEF
Ed è questo il motivo per cui nascono e si ingrandiscono le città? PASQ No. Le città nascono per il volere di un
personaggio importante, di un principe o per necessità, quando gli uomini
decidono di stabilirsi in un luogo per difendersi meglio da qualche pericolo.
Solo secondariamente gli uomini decidono di costruire una città perché il
luogo è bello; prima viene l’utilità che è la sola causa che può far
grande una città. STEF
Ma che cosa intende per utilità? PASQ Non è facile da spiegare, perché comprende
diversi aspetti. Innanzitutto la città per essere veramente grande deve essere
facile da raggiungere e collegata da comode strade per poter favorire lo scambio
delle merci di cui i popoli hanno bisogno. Naturalmente se la città si trova
sul mare o in prossimità di un fiume o canale navigabile, perché le strade non
sono sempre facilmente percorribili. STEF
Scusi se la contraddico, ma Roma non era mica sul mare … PASQ Mi ha preceduto perché volevo aggiungere
un’altra caratteristica che rende grande una città ed è la “virtù
attrattiva” che si trova solo nelle città che hanno autorità o reputazione
al di sopra delle altre: per motivi religiosi, perché è un importante centro
di studi, quando è sede di governo e altri motivi che fanno preferire alla
nobiltà di risiedere in città anziché in campagna. |
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