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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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LAURA Il lucchese Giovanni Sercambi, speziale di professione, ma cronista e novelliere per passione, è stato da noi raggiunto per parlarci del difficile momento che sta attraversando la chiesa.

Maestro, è un momento delicato per la chiesa questo?

 

MARCO Sì, purtroppo è la verità. La scomparsa di Urbano VI ha lasciato la Chiesa in grandi difficoltà. Dopo appena due settimane è stato eletto il cardinale Pietro Tomacelli, che ha preso il nome di Bonifacio IX, mentre l’antipapa Clemente VII si trova ad Avignone..

 

LAURA E quale è stata la reazione di Clemente VII all’elezione di Bonifacio IX?

 

MARCO Il papa di Avignone ha immediatamente scomunicato quello di Roma che, a sua volta, ha provveduto a una controscomunica.. Uno stato di cose che ha reso difficile, se non impossibile la composizione dello scisma.

 

LAURA Nemmeno il Giubileo è servito a risolvere la situazione?

 

MARCO Il giubileo indetto da Urbano VI per il 1400, è stato anticipato di dieci anni, ma Urbano VI non è riuscto lo stesso a vederlo, perché è morto l’anno prima. Così, l’anno scorso, è toccato a Bonifacio IX di portare a termine il Giubileo. La Chiesa non ha ricucito lo strappo al suo interno nemmeno durante questo importante avvenimento. Paesi come l’Ungheria, la Polonia, la Svezia, la Danimarca, l’Inghilterra e le Fiandre si sono schierati con Roma, invece la Francia e la Spagna si sono schierate con Clemente VII.

 

LAURA E l’Italia?

 

MARCO Tutta l’Italia, tranne il regno di Napoli che si è schierato col papa di Avignone, è stata a favore della chiesa di Roma.

 

LAURA E come mai il regno di Napoli è contrario a Roma? Bonifacio IX non è napoletano?

 

MARCO Sì, papa Bonifacio è di Napoli. È  di carattere più mite rispetto al suo predecessore Urbano VI, che voleva conquistare il regno di Napoli, ed è animato da una concezione politica più rivolta alla praticità. La città di Napoli è  sempre più nelle mani degli angioini, da quando l’anno scorso, Luigi II è venuto con una flotta e ha conquistato Castel Nuovo, che aveva resistito fino ad allora. In questo clima di ribellione, chi ci ha rimesso di più è stata la popolazione, invece la maggior parte dei baroni ha approfittato della situazione per non obbedire più a nessuno e spadroneggiare a capriccio.

 

LAURA E nello stato pontificio le cose vanno meglio?

 

MARCO Non proprio. Lo Stato Pontificio corre il rischio di una frantumazione. Bonifacio IX, costretto dal bisogno di danaro, non solo ha riconosciuto le signorie che si sono già formate,  ma ha anche assegnato territori più ampi in cambio di un tributo annuo. Guidantonio da Montefeltro ha avuto il vicariato per Gubbio, Urbino e Cagli. I Varano hanno approfittato dello scisma per estendere il loro dominio sulle Marche e hanno occupato anche Camerino. I fratelli Carlo e Pandolfo Malatesta sono stati nominati vicari pontifici a Rimini, Fano e Fossombrone. Gli Estensi sono stati riconosciuti signori a Ferrara, i da Polenta a Ravenna.

 

LAURA Di questo passo a Roma cosa rimane?

 

MARCO E non è finita qui. Anche i comuni hanno voluto la loro autonomia. La città di Bologna ha ottenuto di costituirsi in vicariato pagando un censo annuo di 5 mila fiorini d’oro; analoghe concessioni sono state accordate a Città di Castello, a Fermo, ad Ascoli. Sembra proprio che il papa con questi suoi decreti stia causando lo smebramento dello Stato Pontificio. Nella stessa Roma, passato il giubileo dell’anno scorso, il papa ha dovuto sostenere uno scontro coi banderesi che avevano ripristinato tutto il loro potere e volevano imporre la loro autorità alla stessa corte pontificia.

 


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