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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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LAURA “Dante è o no un grande poeta?”. Questo l’argomento che discuteremo nella tavola rotonda di oggi con Saverio Bettinelli, direttore del Collegio dei Nobili di Parma ed esponente dei denigratori di Dante e Gasparo Gozzi, sostenitore dell’autore della “Commedia”.

Direttore Bettinelli, perché Dante non sarebbe un grande poeta?

 

LUCIO Ha provocato lo scandalo per avere un po’ di celebrità. Ecco qual è la verità.

 

LAURA Messer Gozzi, la prego. Lasci parlare il direttore prima di intervenire.

 

PASQ Io non ho fatto altro che raccogliere e diffondere un’opinione che è diffusa nei circoli intellettuali

 

LUCIO Solo un gesuita con i paraocchi, quale tu sei, poteva insultare a tal punto il Divino Poeta.

 

LAURA Messer Gozzi, la prego. Aspetti il suo turno.

 

PASQ Lo lasci dire. Cosa ci si può aspettare da uno che per duecento ducati all’anno ha accettato di ricopiare il catalogo della libreria di San Marco e che impiega la maggior parte  del suo tempo in traduzioni, lezioni private e lavori (in senso ironico) “di collaborazione” non ben definiti?

 

LUCIO Le mie difficoltà economiche non hanno nulla a che vedere con la letteratura.

 

LAURA Signori, signori. Non siamo qui per delle sterili polemiche. Atteniamoci all’argomento all’ordine del giorno, o sarò costretta a sospendere la seduta. Direttore Bettinelli, allora, quali sono le sue considerazioni sull’opera di Dante?

 

PASQ Come le dicevo, io ho semplicemente detto apertamente, quello che altri pensano, ma che non hanno il coraggio di dire. Secondo me, i veri poemi sono quelli classici, invece nella “Commedia” di Dante troviamo un miscuglio di scienza e poesia, come non si è mai visto fare nelle opere classiche. Quello di Dante è un poema incomprensibile, scritto con un linguaggio spregiudicato, che rasenta la volgarità.

 

LAURA E secondo lei, professor Gozzi?

 

LUCIO Dante resta un grande poeta, uno dei più grandi. E io, non mi vergogno di dirlo, ne ho promosso la lettura presso l’Accademia dei Granelleschi, della quale mi onoro di far parte. I giudizi del direttore Bettinelli sono avventati, perché Dante non si può liquidare così su due piedi, come se fosse un poetucolo da strapazzo. Le presunte incoerenze, o mostruosità, di cui parla Bettinelli, in realtà non sono tali se noi consideriamo l’opera di Dante nel suo complesso. 

 

LAURA Bettinelli, lei rigetterebbe tutto il poema o salverebbe qualche parte?

 

PASQ Beh, qualcosa si potrebbe salvare. Penso un centinaio di terzine e un altro migliaio di versi sparsi, nei quali Dante rivela la sua originalità ma, ripeto, Dante è vissuto in un secolo, definiamolo così, “gotico” e quindi non poteva essere guidato dall’amore per l’arte.

 

LAURA E lei, professor Gozzi?

 

LUCIO Secondo me i versi di Dante sono tutti poetici. I passi che Bettinelli ha censurato non sono brutti, ma vanno compresi nel loro significato più profondo. Ripeto, solo analizzando la storia del poeta e i tempi in cui è vissuto possiamo avere un quadro completo della poetica di Dante.

 

LAURA E ai giovani che cosa consigliereste di leggere?

 

PASQ Di Dante solo alcuni versi, quelli che ho menzionato prima. E poi soprattutto Petrarca, che è il più vicino alla perfezione poetica secondo il mio modo di vedere, sebbene anche riguardo ai versi del Petrarca andrebbero eseguite delle scelte.

 

LUCIO Io consiglierei tutte le opere di Dante. Non di certo i versi del Bettinelli o dell’Algarotti o del Frugoni.

 

LAURA E con questo è tutto. Passo la linea alla regia.

   


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