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LAURA
Iacopo Berengario da Carpi è uno dei più importanti chirurghi dell’Italia
contemporanea. A lui si deve se molte operazioni, che una volta risultavano
mortali, oggi sono eseguite con successo. Dottore, ci vuol parlare della sua formazione? FABIO Non c’è molto da dire. Ho seguito la strada
di altri miei colleghi, infatti mi sono laureato all’Università di Bologna e
poi ho seguito la strada dell’insegnamento nel campo dell’anatomia e della
chirurgia. Grazie all’interessamento del papa Giulio II, nel 1506 ho ottenuto
la cittadinanza di Bologna. LAURA
Scusi l’indiscrezione, ma lei quanto guadagna?
FABIO Più di trecento lire nette all’anno, alle
quali, da quest’anno, vanno aggiunte 100 lire straordinarie. LAURA Il
veneziano Aldo Manuzio, non è venuto a Carpi, la sua città natale? FABIO Sì e siamo diventati molto amici. Aldo mi ha
fatto apprezzare l’arte della stampa, tanto è vero che ho cominciato a
raccogliere oggetti d’arte e ogni specie di libri, ma soprattutto quelli che
riguardano la pittura e la scultura. LAURA
Bene. Ora ci vuol parlare del suo campo, la medicina? FABIO Beh, mi sono perfezionato nello studio del
cuore, nel decorso delle vene e delle arterie, nella struttura dell’appendice
e dell’intestino cieco. Ho anche scoperto che i nervi del sistema nervoso
centrale partono dal cervello e dal midollo spinale e che nell’orecchio medio
si trovano l’incudine e il martello. LAURA
È vero che queste scoperte sono dovute alle autopsie che lei ha realizzato? FABIO Sono tutte malignità che circolano sul mio conto, messe in giro
ad arte per screditare il mio lavoro. Ma se vengo a sapere chi è stato, giuro
che … LAURA
Scusi, non volevamo offenderla. Lei è un grande chirurgo ed è normale che sia
invidiato da molti. Senta, corrispondono a verità le voci che dicono che lei
sia riuscito a effettuare interventi di trapanazione del cranio? FABIO Certamente. Ho pure realizzato degli interventi
nelle fratture delle ossa, ho curato le ferite prodotte da armi da fuoco, ho
eseguito dei tagli cesarei. Diciamo che io ho un mio metodo, che consiste
nell’attenersi esclusivamente al referto che viene osservato sul paziente. LAURA È
stato lei a scoprire la cura del morbo gallico? FABIO No, io mi sono limitato a diffondere l’uso
dell’unguento mercuriale nella terapia di questa epidemia, ma questo sistema
è già applicato da tempo dai medici arabi per curare alcune malattie della
pelle. |
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