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STEF
La diffusione dei giornali ha avuto recentemente un notevole impulso e il
giornale non è più soltanto un mezzo di informazione sui principali
avvenimenti di cronaca, ma sta diventando uno strumento in grado di influenzare
l’opinione pubblica. Per questo motivo molti governi, preoccupati per
l’influenza crescente dei giornali, hanno accentuato il loro controllo. Una
situazione ben conosciuta da Giovanni Berchet, illustre letterato e
collaboratore del giornale milanese “Il Conciliatore”, che è stato
costretto all’esilio dopo gli avvenimenti politici del 1821. Perché “Il Conciliatore” ha cessato le
pubblicazioni? PASQ Perché negli ultimi tempi la pressione della censura austriaca si era fatta opprimente e perciò nell’ottobre del ’19, piuttosto che rinunciare alla sua linea editoriale, il giornale ha preferito chiudere i battenti. Peccato perché svolgeva un’importante funzione di stimolo e vi venivano affrontati dibattiti che interessavano gli ambienti progressisti, non solo lombardi ma di tutta la penisola. STEF
Oltre a lei, quali erano gli altri collaboratori del “Conciliatore”? PASQ C’erano nomi di spicco, come Silvio Pellico,
Ludovico di Breme, Pietro Borsieri, solo per citarne alcuni. Anche il
Confalonieri e il Porro Lambertenghi, che si erano assunti l’onere finanziario
per la pubblicazione del giornale, collaboravano attivamente con i loro
articoli. Come avrà capito, si trattava di un gruppo di intellettuali lombardi
di formazione romantica, in netta contrapposizione con i classicisti, che invece
si riconoscevano nelle idee portate avanti dalla “Biblioteca italiana”. STEF
Lei è conosciuto dal grande pubblico perché ha scritto “La lettera semiseria
di Grisostomo”, più che per la sua attività di giornalista. Lo spirito di
quella pubblicazione possiamo ritenerlo superato? PASQ Non direi. Anzi continua nella raccolta di
poesie che ho intitolato “Romanze”, nelle quali cerco di fondere il motivo
popolare e i principi del romanticismo nordico con la realtà storica. In questa
raccolta sono presenti il tema dell’esilio, dell’avversione per lo
straniero, del rimorso per aver sposato un oppressore, dell’angoscia per dover
prestare il servizio militare nell’esercito austriaco. STEF
E il carattere più propriamente patriottico? PASQ Si può trovare nell’opera intitolata “Le
fantasie”, che sarà pubblicata a Londra e a Parigi proprio quest’anno e che
comprende cinque momenti del sogno di un esule. In uno di questi viene ricordata
la Lega di Pontida, che unì le città lombarde contro Federico Barbarossa e la
conseguente vittoria di Legnano, che fiaccò l’orgoglio dell’imperatore
tedesco. STEF
Come si è avvicinato al gusto romantico? PASQ Conosco discretamente le lingue straniere e
grazie a questo ho iniziato a tradurre alcuni autori, come il Gray, il
Goldsmith, lo Schiller. La padronanza della lingua inglese mi è tornata utile
perché mi ha consentito l’attività di corrispondente per una casa
commerciale di Londra, dove risiedo da cinque anni. |
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