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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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LAURA Benedetto XIV è morto. Il suo pontificato è stato caratterizzato da una grande moderazione, che si è manifestata attraverso una fitta rete di rapporti diplomatici che hanno permesso di concludere accordi con la Spagna, il Portogallo, Napoli e Savoia. Si è occupato del risanamento finanziario e amministrativo della Chiesa e ha insistito sull’obbligo di residenza dei vescovi e sull’istruzione del clero. Ascoltiamo la scheda che sul pontefice ha preparato Elisa Beccaria.

 

CLAUDIA Prospero Lambertini è nato a Bologna il 31 marzo 1675 da Marcello e da Lucrezia Bulgarini. È stato educato prima presso i padri Somaschi e poi a Roma, dove si è dedicato al diritto canonico e civile.

 

Nel 1725 è stato nominato vescovo di Teodosia e due anni dopo arcivescovo di Ancona. Il 30 aprile 1728, all’età di 53 anni, è stato nominato cardinale e nel 1731 ha avuto la sede arcivescovile di Bologna, che ha tenuto anche dopo che è stato eletto papa, fino a quando è stato nominato come successore il cardinale Malvezzi.

 

Alla morte di papa Clemente XII, che è avvenuta il 6 febbraio del 1740, è seguto un lungo conclave, durante il quale il cardinale Lambertini è rimasto in un primo tempo in ombra, ma sei mesi dopo, il 16 agosto, viene candidato al soglio pontificio e il giorno seguente è eletto papa col nome di Benedetto XIV.

 

All’inizio del suo papato, Benedetto XIV ha dovuto affrontare varie discordie internazionali. Il 20 ottobre è morto l’imperatore Carlo VI d’Asburgo e per la successione al trono si è scatenata una dura lotta. Maria Teresa, figlia di Carlo VI, voleva la candidatura del marito Francesco di Lorena, granduca di Toscana. Francia e Prussia appoggiavano invece Carlo Alberto di Baviera.

 

Il conflitto ha coinvolto anche l’Italia e lo stesso Stato Pontificio è stato coinvolto, nonostante la dichiarazione di neutralità. La morte di Carlo di Baviera e l’elezione del lorenese Francesco I hanno portato alla pace di Aquisgrana alla conclusione della quale Benedetto XIV ha protestato perché non sono stati riconosciuti i diritti della Santa Sede su Parma e Piacenza.

 

È riuscito, grazie a una diretta corrispondenza con Carlo Emanuele III e con il marchese di Ormea, a raggiungere degli accordi con la corte di Torino. Prova dei migliorati rapporti è la bolla del 1744 a favore dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

 

Nel 1753 si è concluso pure il contenzioso per il concordato concluso con Filippo V nel 1737. Al sovrano è stato riconosciuto il patronato universale su tutte le diocesi, tranne che su cinquantadue, il cui beneficio è stato riservato alla Santa Sede.

 

Anche con Napoli sono state avviate trattative per dirimere vecchie controversie. Un tribunale misto deve decidere sui casi più controversie, che sono risorte nonostante l’investitura feudale concessa al re Carlo di Borbone.

 

La preoccupazione costante di Benedetto XIV è stata quella di evitare clamorose rotture diplomatiche, ma di cercare sempre procedimenti conciliativi con gli stati cattolici. Un esempio è costituito dalla disputa tra Venezia e l’Austria per il patriarcato di Aquileia che venne diviso nell’arcivescovato di Udine assegnato a Venezia e in quello di Gorizia concesso all’Austria.

 

Oggi è morto all’età di 83 anni.

 


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