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BARB
Giovan Pietro Bellori è un abate romano con la passione per la letteratura e
per le arti che ha una conoscenza non comune dell’attività artistica greca e
della filosofia platonica. Per queste sue qualità ha ricevuto la nomina di
antiquario di Roma dal papa Clemente X e l’incarico di bibliotecario dalla
regina Cristina di Svezia. Lei ha pubblicato quest’anno un’opera che, se non
sbaglio, parla degli artisti? FABIO Sì, si intitola “Le vite de’ pittori,
scultori ed architetti moderni” e contiene le biografie di dodici artisti
scelti nell’ambito della pittura, della scultura e dell’architettura, come
spiega il titolo. Tra i pittori si parla di Annibale e Agostino Carracci, di
Caravaggio, di Rubens, di Van Dyck, del Domenichino e di altri artisti italiani
e stranieri. BARB
Perché ha inserito tra gli scultori Alessandro Algardi e Francesco Duquesnoy e
ha invece escluso il Bernini? FABIO Guardi, la mia è una valutazione del tutto
personale e capisco quelli che non hanno condiviso i giudizi da me operati.
Ho dovuto per forza di cose includere anche artisti stranieri,
dal momento che la Roma attuale è veramente un centro internazionale di arte.
Una giustificazione a questo mio modo di operare si trova comunque nel discorso
accademico che ho utilizzato come premessa alla mia opera e ha come titolo
“L’idea del pittore, dello scultore e dell’architetto”. BARB
E di cosa parla? FABIO Secondo me, l’artista deve formare nella sua
mente l’idea delle bellezze della natura e poi misurarla col compasso
dell’intelletto prima di intervenire con la mano per giungere alla perfezione
e arrivare a un’opera di una bellezza superiore a quella che si presenta nella
realtà. Questa perfezione è stata raggiunta in passato dai greci antichi e nei
tempi moderni da Raffaello che da loro ha appreso il suo stile. BARB
Perché lei non sopporta i cosiddetti “manieristi”? FABIO Perché si limitano a copiare le opere dei
maestri e a fare pratica, senza guardare alla natura. Allo stesso modo sono
contrario a quelli che sono stati definiti “naturalisti” perché nelle loro
opere si limitano a riportare fedelmente la natura, compresi i difetti. BARB
E che cosa propone? FABIO Una via di mezzo tra l’idea della natura e la
natura stessa, così come viene fatto dalla scuola bolognese che basa la sua
superiorità proprio su questa capacità eclettica. Allo stesso modo ho inserito
il pittore russo Nicola Poussin, che possiede le doti di invenzione, di disegno
e di scienza. |
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