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STEF
Il piemontese Giovanni Battista Beccaria ha fatto parte dell’Ordine degli
Scolopi e ha insegnato filosofia e retorica a Palermo e a Roma, ma ha sempre
avuto una grande passione per la fisica. Nel 1748 è stato chiamato dal re Carlo
Emanuele III alla cattedra di fisica dell'Università di Torino, alla quale ha
dato un indirizzo prevalentemente sperimentale interessandosi soprattutto di
elettricità. Professor
Beccaria, come sono state accolte queste
sue novità nell’ambiente accademico torinese? LUCIO
Male, molto male.
Guardi, io non ho certo un carattere facile, ma non sopporto le critiche prive
di fondamento, che mi fanno soffrire al punto che sono capace di tenere il mio
risentimento a lungo. Questo perché mi impegno seriamente e non sono certo un
ciarlatano, come alcuni dei miei colleghi che, pensi, seguono ancora il metodo
cartesiano. STEF
Quali sono, invece, i suoi interessi? LUCIO Mi sono dedicato in particolare
all’elettricità e ho dato un assetto organico ai fenomeni elettrici, che
hanno ricevuto un notevole impulso grazie a Beniamino Franklin. Tale
sistemazione si può trovare nella mia opera intitolata “Elettricismo naturale
e artificiale” che è stata pubblicata a Torino. STEF
E sul piano sperimentale quali sono state le novità? LUCIO L’unico rivelatore di cariche elettriche
finora è stato il “pendolino”. Ebbene, al pendolino io ho aggiunto anche il
“fiocco”, che si forma davanti a una punta elettrizzata positivamente e la
“stelletta” che si forma invece su una punta elettrizzata negativamente.
Lei, forse, non comprende l’importanza di queste scoperte, ma le posso
garantire che fiocco e stelletta mi
hanno consentito di scoprire la dispersione delle cariche elettriche
nell’aria. STEF
E queste cariche elettriche si possono misurare? LUCIO Guardi, io da anni mi sto occupando del
fenomeno, ma devo riconoscere che non sono ancora arrivato a una soluzione. I
miei esperimenti mi hanno permesso però di capire che i metalli oppongono una
resistenza proporzionale alla loro lunghezza. Non solo, ma che un ago di ferro
attraversato da una scarica elettrica si magnetizza, il che fa pensare che il
magnetismo terrestre sia dovuto a una corrente elettrica che avvolge
perennemente la Terra. STEF
Come mai è entrato in polemica con l’astronomo Cassini? LUCIO
Non mi parli di Cassini. Lo sa che cosa ha avuto il coraggio di
dire? Che il lavoro realizzato da me e dal mio assistente Canonica per misurare
l’arco di meridiano in Piemonte, lavoro che è stato pubblicato l’anno
scorso a Torino nel libro “Gradus taurinensis”, sarebbe tutto sbagliato. Ma
si rende conto? STEF
Scusi, ma anche il suo ex allievo Cigna, non condivide alcune sue teorie … LUCIO Ecco, questa è la dimostrazione evidente
dell’ingratitudine umana. E pensare che Cigna era un allievo molto promettente
e lo avevo messo al corrente su alcune mie ricerche sull’elettricità. |
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