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BARB Le
ultime notizie da poco giunte fanno ritenere che ci troviamo di fronte a una
svolta nella guerra in Eritrea, la lontana regione del Corno d’Africa oggetto
di contesa fra l’Italia e l’impero etiopico. Siamo collegati telefonicamente
con il generale Oreste Baratieri che ha importanti comunicazioni da fare. Pronto, generale, vuol dirci di che si tratta? PASQ Stamattina le nostre truppe hanno assalito il campo mahdista e
la città di Cassala, protetta da circa duemila uomini e da due cannoni, che è
stata espugnata a viva forza da una carica di cavalleria. La conquista non è
stata indolore perché, purtroppo, nel corso delle operazioni abbiamo perduto il
capitano Carchidio, che è caduto proprio durante la carica e 27 soldati; sono
rimasti feriti anche 39 ascari e due dei loro capi. BARB
Il corpo di spedizione italiano da quali forze era composto? PASQ In tutto da 1600 uomini. Vi hanno preso parte il
I Battaglione Indigeni comandato dal maggiore Turitto, che ha avuto alle sue
dipendenze tre compagnie guidate dai capitani Severi, Sprefico e Sandrini; il II
Battaglione Indigeni del maggiore Hidalgo, con alle sue dipendenze cinque
compagnie comandate dai capitani Martinelli, Barbanti, Magnaghi, Oddone e dal
tenente Beruto; e il III Battaglione Indigeni del capitano Folchi, che guidava
tre compagnie comandate dai capitani Castellazzi e Persico e dal tenente
Angherà. BARB
E l’ufficiale morto di quale di questi battaglioni faceva parte? PASQ Il capitano Carchidio non faceva parte di
nessuno di questi tre battaglioni, ma dello squadrone Cheren che, insieme alla
II compagnia Perini del IV Battaglione
Indigeni e alla sezione d’artiglieria del tenente Manfredini, ha dato un
valido contributo alla vittoria finale. Del corpo di spedizione facevano anche
parte 145 cavali, 250 muli e 183 cammelli. Alle truppe nemiche abbiamo preso,
oltre ai due cannoni, 600 fucili, 700 lame, 100 sciabole 52 bandiere e numerosi
quadrupedi. BARB
Ritiene che questa battaglia sia stata decisiva e che abbia inferto un duro
colpo al nemico? PASQ Decisiva forse no, ma la conquista di Cassala è
stata sicuramente importante. Il nemico, non dimentichiamolo, è ancora forte.
Un gruppo composto da 2000 fanti e 600 cavalli che stanno scappa verso l’Otbara,
è inseguito ora dai nostri. Comunque, noi siamo soddisfatti della conquista di
Cassala che è ora presidiata dal maggiore Turitto e dai suoi uomini. |
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