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STEF
La famiglia Bach ha una
caratteristica piuttosto inconsueta: tutti i suoi componenti sono musicisti, o
amano la musica. Johann Sebastian, che oggi ha 36 anni, fin da ragazzo è stato
un ottimo clavicembalista, prima di diventare organista e maestro di cappella
nelle chiese di Arnstadt, Weimar e Kuthen. Maestro, non crede che la sua famiglia sia piuttosto
fortunata per queste doti musicali? PASQ Per le capacità musicali forse sì, non certo
per il resto, perché i miei genitori sono morti a poca distanza uno
dall’altro, quando io avevo solo 10 anni. Per me quel giorno è finita
l’infanzia spensierata ed è cominciata una vita piena di difficoltà. Sono
stato accolto nella casa di mio fratello Cristoforo, che era povero e aveva una
famiglia da mantenere e pur essendo io piccolo, mi sono reso conto che dovevo
fare qualcosa per non essergli di peso STEF
E che cosa ha fatto? PASQ Grazie alle mie doti canore, ho chiesto di
essere ammesso come corista nel Liceo Convitto “San Michele” di Lüneburg,
in questo modo avrei avuto assicurati vitto e alloggio e in più avrei avuto la
possibilità di studiare. È stata per me una grande gioia sapere che la mia
domanda era stata accettata. Non so che cosa avrei fatto in caso contrario,
probabilmente la mia vita e la mia carriera sarebbero state molto diverse. STEF
E i suoi insegnanti sono stati contenti di lei? PASQ Sì, ero quello che si dice “un allievo
modello”: disciplinato, attivo, in grado di apprendere facilmente sia le
nozioni teoriche che quelle pratiche. Volevo dimostrare che mi ero meritato il
posto in collegio e, a quanto pare ci sono riuscito, perché i miei insegnanti
erano fieri di me, oserei dire orgogliosi e mi avevano consigliato di proseguire
gli studi universitari. STEF
E lei li ha accontentati? PASQ E come facevo? L’università costa molto e i
miei fratelli, anche se si sono dichiarati disposti ad aiutarmi, non ne avevano
la possibilità, perciò ho dovuto cominciare a guadagnarmi la vita. Ho esordito
come violinista nell’orchestra del principe di Weimar e poi ho accettato
l’incarico di organista ad Arnstadt, dove mi ero recato per l’inaugurazione
dell’organo della nuova chiesa. Avevo allora 18 anni e per me rappresentava già
una carica importante, perché avevo l’alloggio gratuito, uno stipendio fisso
e una rispettabile posizione sociale. STEF
È rimasto a lungo in quella cittadina? PASQ Soltanto due anni. Purtroppo si sono verificati
alcuni avvenimenti spiacevoli, di cui preferisco non parlare, che hanno guastato
i rapporti con i miei superiori. Così ho accettato l’impiego a Mühlhausen
dove, oltretutto, mi veniva offerto anche un sensibile miglioramento dal punto
di vista economico. Così ho potuto formarmi una famiglia e ho sposato mia
cugina Maria Barbara. STEF
Ci vuole raccontare un avvenimento curioso della sua vita? PASQ Ce ne sarebbero di cose da dire. Comunque due
fatti mi sono rimasti impressi. Il primo è successo quando mi trovavo ad
Arnstadt ed ho percorso a piedi 400 chilometri per andare fino a Lubecca ad
ascoltare l’organista Buxtehude. Un’altra cosa che mi è rimasta impressa è
stato il giudizio che la commissione aveva messo a verbale dopo che avevo
affrontato l’esame per diventare insegnante nella scuola di San Tommaso a
Lipsia. Nel giudizio la commissione aveva scritto: “Poiché non ci è
possibile avere un buon musicista, dobbiamo accontentarci di uno mediocre”. |
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