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LAURA E
per la pagina politica abbiamo con noi Amedeo VII, cugino di Roberto di Ginevra,
meglio conosciuto come Clemente VII, l’antipapa di Avignone. Senta, ci tolga subito una curiosità. Perché la
chiamano il “Conte Rosso” GLUCA Nel
1383 facevo parte dell’esercito di Carlo VI e combattevamo contro gli inglesi.
Proprio durante questa campagna militare, mentre mi trovavo all’assedio di
Bourbourg, ho avuto la notizia della nascita del mio primo figlio. La gioia è
stata tanta che ho indossato abiti di colore rosso, e su di essi ho applicato,
come insegna personale, i nodi d’amore e il falcone, che sono poi diventati la
mia divisa abituale. LAURA Suo padre Amedeo VI, se non sbaglio, lo chiamavano il “Conte
Verde”, è vero? GLUCA Sì,
è esatto. Mio padre, durante i tornei, portava una sopravveste di colore verde.
È morto a Santo Stefano di Puglia nel mese di marzo del 1383 a soli 49 anni.
Era un uomo generoso e serio, valoroso come combattente, sia contro i Turchi che
contro i Bulgari. Mio padre aveva larghe vedute e ha dedicato la sua vita a
ingrandire i territori del Piemonte, abbandonando le mire sui territori al di là
delle Alpi. LAURA Ma
come mai si trovava in Puglia? GLUCA Aveva
seguito Luigi d’Angiò e sognava una spedizione in Terra Santa quando
l’epidemia che mieteva numerose vittime nell’esercito angioino colpì anche
mio padre. LAURA Comprendiamo
il suo dolore, ma ora conte, ci vuol parlare della situazione attuale nei suoi
territori? GLUCA Purtroppo,
il marchese Federico di Saluzzo, l’anno scorso ha negato l’omaggio alla casa
Savoia. Si è appellato a una sentenza del parlamento di Parigi, che ha
dichiarato nulli gli atti di omaggio, in quanto l’unico signore del territorio
di Saluzzo doveva essere il re di Francia in persona. LAURA Circolano
voci maligne sull’attribuzione delle cariche più importanti nella Savoia. Che
cosa ci può dire al riguardo? GLUCA Senta,
voglio essere sincero con lei. Ho ereditato una situazione non certo felice da
un punto di vista economico. Anzi, le posso confessare
che mi sono trovato coperto di innumerevoli debiti che ho cercato di
saldare chiedendo un sussidio a diverse comunità. Questa manovra sarà
sicuramente ben accolta dai sudditi, dal momento che la spirale del debito si
ripercuote sui sudditi stessi. LAURA Ecco,
ma io intendevo dire che, insomma, le cariche è come se venissero acquistate
… GLUCA Questo
non è esatto. In riconoscenza dell’incarico ricevuto, i beneficiari concedono
un prestito al loro sovrano. L’abitudine di concedere degli incarichi ai
creditori di casa Savoia è una garanzia per il futuro rimborso. LAURA Ma
a noi risulta invece una specie di investimento, che questi signori fanno, a
volte ricorrendo anche a mezzi poco leciti … GLUCA Purtroppo,
mi sono arrivate delle lamentele in questo senso. Funzionari, giudici,
castellani e tutti gli ufficiali che hanno concesso dei prestiti sono più
impegnati nell’occuparsi del recupero della somma prestata, che
dell’interesse pubblico. Non solo. Il cumulo degli incarichi rende a volte
indispensabile servirsi di vicari o di luogotenenti ai quali viene lasciata la
gestione quotidiana delle incombenze. A questo bisogna aggiungere che, come
collaboratori, vengono scelti sovente un figlio, un fratello, un parente
prossimo. |
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