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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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LAURA Il papa Alessandro III non può entrare a Roma, né si sa quando questo potrà avvenire, dal momento che l’antipapa Callisto III, eletto per volontà dell’imperatore Federico Barbarossa è saldamente insediato nella città. Continua il difficile momento per la chiesa che si trova a dover affrontare lo scisma, ma sul piano politico sembra profilarsi una maggiore consapevolezza tra i comuni italiani che sono ora più determinati a combattere l’imperatore. Della situazione in corso parliamo con Ottone Frangipane, la cui famiglia sostiene da sempre il papa Alessandro III.

Ottone, lei sa dove si trova in questo momento il papa Alessandro III?

 

PASQ La nostra famiglia è in stretto contatto con gli emissari del pontefice, che attualmente si trova a Benevento, un esilio cominciato l’anno scorso, quando è stato costretto a lasciare Roma, che fu conquistata da Federico Barbarossa. In quella circostanza l’imperatore si è fatto di nuovo incoronare dall’antipapa Pasquale III.

 

LAURA Come “di nuovo”? Perché si era già fatto incoronare in precedenza?

 

PASQ Federico è venuto in Italia per ben quattro volte. La prima volta è stata nel 1154 e l’anno successivo si è recato a Roma dove si è fatto incoronare dal papa Adriano IV. Quest’anno ha voluto ripetere la cerimonia, quasi ad affermare che il signore è lui, ma è stato costretto a rientrare in Germania a causa di un’epidemia di peste che è scoppiata all’interno del suo esercito. A Roma è comunque rimasto Callisto III, che non corre pericoli dal momento che è sostenuto da potenti famiglie romane.

 

LAURA Il papa Alessandro III è rimasto un po’ il simbolo della resistenza all’imperatore tedesco, non è così?

 

PASQ Sì, ed è proprio per questo che i comuni dell’Italia settentrionale hanno voluto costruire una nuova città e proprio in onore del papa l’hanno voluta chiamare Alessandria. La nuova città si trova in una posizione strategica che disturba i collegamenti tra i due principali alleati italiani del Barbarossa: il marchese del Monferrato e la città di Pavia.

 

LAURA È vero che la lega dei comuni che contrastano l’imperatore Federico Barbarossa si sta rafforzando?

 

PASQ Sì, la precedente “Lega Veneta”, che era formata da Verona, Vicenza, Padova e Treviso si è allargata ad altre città e ora si chiama “Lega Lombarda” e comprende, oltre alle città lombarde e venete ovviamente, anche città piemontesi ed emiliane. Questa coalizione, che ha nel papa Alessandro III il suo punto di riferimento, è guidata dalla città di Milano.

 

LAURA E come mai è stata scelta Milano e non Alessandria?

 

PASQ Perché Milano, dopo un anno di duro assedio, fu costretta ad arrendersi a Federico Barbarossa che dopo aver distrutto la città, sulle rovine cominciò a spargere mangiate di sale, per simboleggiare che su quella terra non sarebbe cresciuto mai più nulla. Milano, dunque è il simbolo della resitenza ai soprusi dell’imperatore, che ha voluto rispolverare l’antico principio del dispotismo imperiale.

 

LAURA A proposito di dispotismo, quale compito viene affidato ai “ministeriales”?

 

PASQ L’impero è diventato sempre più un mosaico di territori, che sono governati da signorotti desiderosi di autonomia. Per risolvere il problema, in alcuni casi il Barbarossa ha conservato il sistema dei vescovi-conti, che non possono lasciare in eredità i territori. I ministeriales, invece, rappresentano una novità, in quanto sono dei funzionari scelti direttamente dall’imperatore tra le persone della borghesia e, a volte, anche della plebe. Sono esperti di diritto, economia, amministrazione, ma sono soprattutto fedelissimi all’imperatore che li ha legati a sé affidando loro questo incarico di prestigio.

   


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