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CLAUDIA
Il medico Ulisse Aldrovandi ha realizzato opere di carattere naturalistico sugli
uccelli, sui quadrupedi, sui minerali, sugli alberi e le ha riccamente dotate di
illustrazioni. A lui si deve la fondazione di un museo di scienze naturali nella
città di Bologna. Dottor
Aldrovandi, com’è iniziato il suo interesse
per la filosofia naturale? FABIO Nel 1549 mi trovavo a Roma per circostanze poco
piacevoli, infatti dovevo difendermi dalle accuse di eresia che mi erano state
mosse. Per una fortunata coincidenza si trovavano quell’anno a Roma anche
Rondelet che stava preparando dei trattati sui pesci e sugli altri animali
marini. La cosa mi ha incuriosito tanto che in seguito siamo diventati amici e
anch’io ho cominciato a raccogliere pesci. CLAUDIA
E il suo interesse per il regno vegetale a cosa è dovuto? FABIO Ad un’altra amicizia casuale. A Bologna, la
mia città, ho conosciuto un insegnante dell’ateneo di Pisa, un certo Ghini
che, nel periodo estivo, si recava sempre a Bologna e così ho avuto occasione
di frequentarlo e mi sono interessato alla botanica. In seguito, grazie a mio
zio, che faceva parte del Senato, nel 1568 sono riuscito a inaugurare un orto
botanico. CLAUDIA
È vero che intende lasciare tutto alla sua città natale? FABIO Ormai sono vecchio, ho già superato la
ottantina. Due anni fa ho fatto il mio testamento col quale lascio tutto al
comune di Bologna: il materiale presente nel museo, i disegni, i manoscritti e
tutto quello che ho raccolto durante questi anni. Ci sono gli scritti di
ornitologia, quelli riguardanti gli insetti e altri che adesso non sto ad
elencare per non annoiarla troppo. CLAUDIA Per
quale motivo si è dovuto recare a Roma? FABIO Ho avuto una lunga questione con i farmacisti
di Bologna quando ho dato alle stampe il mio ricettario. I farmacisti mi
accusavano di avere inserito nell’opera anche alcune erbe che coltivavo nel
mio orto, secondo loro allo scopo di metterle in commercio. Per questo motivo
sono stato anche sospeso dal Collegio dei medici bolognesi, e ho dovuto
giustificarmi davanti al papa Gregorio XIII, ma alla fine ho avuto ragione e
sono stato reintegrato nelle mie funzioni. CLAUDIA
Quali princìpi ha seguito per la classificazione del suo materiale? FABIO Non ho seguito né i criteri dell’inglese
Wotton, che ha preso come modello la classificazione effettuata da Aristotele, né
quelli seguiti dagli antichi o dagli autori più moderni per la suddivisone
della zoologia. Gli animali li ho divisi secondo le loro abitudini, il loro modo
di vivere, i cibi che preferiscono, la tecnica per cacciarli. Il mio obiettivo
è quello di studiare la natura direttamente, come nessuno ha fatto finora. CLAUDIA
È vero che lei ha coniato un nuovo termine nel campo della filosofia naturale? FABIO Sì, riguarda lo studio delle rocce, dei
fossili e dei minerali, una disciplina che io ho chiamato “geologia”.
Studiando i minerali, ho scoperto che tra di loro hanno una specie di
“simpatia” e di antipatia nella formazione delle leghe. Non mi sono invece
dilungato sulle proprietà delle gemme, perché si trovano in commercio molte
pubblicazioni realizzate da altri studiosi. |
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