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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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CLAUDIA Il medico Ulisse Aldrovandi ha realizzato opere di carattere naturalistico sugli uccelli, sui quadrupedi, sui minerali, sugli alberi e le ha riccamente dotate di illustrazioni. A lui si deve la fondazione di un museo di scienze naturali nella città di Bologna.

Dottor Aldrovandi, com’è iniziato il suo interesse per la filosofia naturale?

 

FABIO Nel 1549 mi trovavo a Roma per circostanze poco piacevoli, infatti dovevo difendermi dalle accuse di eresia che mi erano state mosse. Per una fortunata coincidenza si trovavano quell’anno a Roma anche Rondelet che stava preparando dei trattati sui pesci e sugli altri animali marini. La cosa mi ha incuriosito tanto che in seguito siamo diventati amici e anch’io ho cominciato a raccogliere pesci.

 

CLAUDIA E il suo interesse per il regno vegetale a cosa è dovuto?

 

FABIO Ad un’altra amicizia casuale. A Bologna, la mia città, ho conosciuto un insegnante dell’ateneo di Pisa, un certo Ghini che, nel periodo estivo, si recava sempre a Bologna e così ho avuto occasione di frequentarlo e mi sono interessato alla botanica. In seguito, grazie a mio zio, che faceva parte del Senato, nel 1568 sono riuscito a inaugurare un orto botanico.

 

CLAUDIA È vero che intende lasciare tutto alla sua città natale?

 

FABIO Ormai sono vecchio, ho già superato la ottantina. Due anni fa ho fatto il mio testamento col quale lascio tutto al comune di Bologna: il materiale presente nel museo, i disegni, i manoscritti e tutto quello che ho raccolto durante questi anni. Ci sono gli scritti di ornitologia, quelli riguardanti gli insetti e altri che adesso non sto ad elencare per non annoiarla troppo.

 

CLAUDIA Per quale motivo si è dovuto recare a Roma?

 

FABIO Ho avuto una lunga questione con i farmacisti di Bologna quando ho dato alle stampe il mio ricettario. I farmacisti mi accusavano di avere inserito nell’opera anche alcune erbe che coltivavo nel mio orto, secondo loro allo scopo di metterle in commercio. Per questo motivo sono stato anche sospeso dal Collegio dei medici bolognesi, e ho dovuto giustificarmi davanti al papa Gregorio XIII, ma alla fine ho avuto ragione e sono stato reintegrato nelle mie funzioni.

 

CLAUDIA Quali princìpi ha seguito per la classificazione del suo materiale?

 

FABIO Non ho seguito né i criteri dell’inglese Wotton, che ha preso come modello la classificazione effettuata da Aristotele, né quelli seguiti dagli antichi o dagli autori più moderni per la suddivisone della zoologia. Gli animali li ho divisi secondo le loro abitudini, il loro modo di vivere, i cibi che preferiscono, la tecnica per cacciarli. Il mio obiettivo è quello di studiare la natura direttamente, come nessuno ha fatto finora.

 

CLAUDIA È vero che lei ha coniato un nuovo termine nel campo della filosofia naturale?

 

FABIO Sì, riguarda lo studio delle rocce, dei fossili e dei minerali, una disciplina che io ho chiamato “geologia”. Studiando i minerali, ho scoperto che tra di loro hanno una specie di “simpatia” e di antipatia nella formazione delle leghe. Non mi sono invece dilungato sulle proprietà delle gemme, perché si trovano in commercio molte pubblicazioni realizzate da altri studiosi.

 


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