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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Louis Agassiz è uno zoologo che ha studiato numerosi gruppi di animali, ma soprattutto pesci, sia fossili che attuali. È proprio studiando i fossili che Agassiz è arrivato alla conclusione che ci sia stata un’età glaciale durante la quale il ghiaccio, dal Polo Nord, si sarebbe esteso fino all’Europa centrale. Siamo in contatto telefonico  con l’università di Harvard, negli Stati Uniti, dove da due anni Agassiz è titolare della cattedra di zoologia.

Professor Agassiz, ci vuol dire qualcosa  della sua formazione?

 

FABIO Sono laureato sia in filosofia che in medicina e ho iniziato la mia attività di scienziato a Monaco di Baviera. Il mio interesse per l’ittiologia lo devo a due naturalisti di Monaco, Spix e von Martius, che durante un viaggio in Brasile hanno raccolto nel Rio delle Amazzoni una vasta collezione di pesci fossili.

 

STEF E lei ha seguito l’esempio di questi due ricercatori?

 

FABIO Esatto. Ho cominciato a raccogliere resti di pesci fossili provenienti dalle località più svariate d’Europa, da Garus in Svizzera, alla “Pesciara” di Bolca, che si trova in provincia di Verona. Prima di classificare il materiale, però, mi sono recato a Parigi per consultarmi con Cuvier, che allora lavorava al museo di storia naturale e che è, purtroppo, mancato.

 

STEF Ed è stato proficuo questo suo viaggio?

 

FABIO Altroché. In quanto iniziatore dello studio dei fossili per la determinazione delle ere geologiche, Cuvier è uno dei più rappresentativi scienziati in questo campo. Grazie a lui ho scoperto che le specie animali sono fisse e immutabili e sono state create esattamente così come noi le vediamo.

 

STEF Scusi, ma Lamarck e Darwin non hanno affermato il contrario?

 

FABIO So bene che questi due studiosi hanno sostenuto che i vari esseri viventi non rimangono sempre gli stessi, ma si modificano in relazione all’ambiente in cui vivono e questo cambiamento lo trasmettono ereditariamente ai discendenti. Lamarck è scomparso anni fa e non ha potuto ricredersi su questa sua teoria, mentre di Darwin preferisco non parlare perché, a mio avviso, è un fissato.

 

STEF E come è arrivato alla conclusione che il ghiaccio una volta ricopriva gran parte dell’Europa?

 

FABIO Nelle vallate svizzere sono abbondanti le tracce di glaciazioni, come si può dedurre dalle superfici striate, dalle rocce, dai cordoni morenici che altro non sono che il risultato di un’azione dei ghiacciai che una volta erano molto più estesi di oggi, come ha già dimostrato Charpentier in un articolo in cui ha sostenuto il concetto di glaciazione al di fuori delle Alpi.

 

STEF Ma lei non si trovava in disaccordo con Charpentier?

FABIO Sì, è vero. Avevo intenzione di convincere Charpentier del suo errore e per questo siamo andati insieme per due settimane sui ghiacciai del Diablerets e nella valle del Rodano. Lei non ci crederà, ma a cambiare idea sono stato io. Così mi sono messo subito al lavoro e sono arrivato alla conclusione che durante un periodo di glaciazione,  una vasta distesa di ghiaccio, simile a quella che ricopre la Groenlandia, si estendeva una volta dal Polo Nord fino alle Alpi.

 


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