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STEF
Se c’è un paese oggi in Europa dove esiste la libertà di stampa, questo è
sicuramente l’Inghilterra. Settimanali e periodici, come “The Review”,
fondato da Defoe, o “The Tatler” di Steele offrono oltre alle notizie anche
commenti. Sull’onda di questi prestigiosi organi di informazione, il 1° marzo
di quest’anno ha iniziato le pubblicazioni “The Spectator”, fondato da
Joseph Addison che ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande. Mister
Addison, perché ha deciso di fondare un nuovo
giornale? LUCIO
Well, come lei sa, ho iniziato
la mia collaborazione a “The Tatler” praticamente da quando è nato, ma in
modo saltuario con alcuni saggi. A partire dall’ottantacinquesimo numero del
giornale la mia collaborazione è diventata più stretta e continuativa.
Purtroppo “The Tatler” ha cessato le pubblicazioni il 2 gennaio di
quest’anno ed allora ho pensato di fondare, col mio amico Steele, un nuovo
giornale, appunto “The Spectator”. STEF
E che cosa vuol dire? LUCIO In italiano significa “Lo Spettatore”. Il
giornale è intitolato a lord John Sommers, barone di Evesham, che è stato un
mio mecenate già ai tempi di re Giacomo III. Nel primo numero, Steele ha
spiegato lo scopo del giornale, che è quello di contribuire al diletto e
all’istruzione e a bandire il vizio e l’ignoranza dalla Gran Bretagna. La
cosa che temiamo di più è quella di annoiare il lettore, quindi gli articoli
saranno presentati in forma accessibile e gradevole. STEF
Non le sembra un po’ generico come proposito? LUCIO Non direi, perché è fin troppo facile farsi
prendere la mano, come possiamo vedere in altri giornali, che raccontano i fatti
con una noia terribile, senza un briciolo di grazia o di umorismo. Seguendo
questi criteri, già nel secondo numero Steele, presentando i collaboratori del
giornale, ha evitato di essere pedante. Per farle un esempio, di me ha parlato
come di un gentiluomo di campagna di nome Roger de Coverly, dal carattere tra il
sentimentale e l’umorale, che vive nel Worcestershire, lontano dal rumore
mondano. STEF
In che cosa “The Spectator” è diverso da “The Tatler”? LUCIO Prima era evidente nello stile e nella scelta
dei temi che c’era una specie di riverenza nei confronti della cultura
francese e una devozione per i classici che sfiorava la forma maniacale. Invece
in questo nuovo giornale noi vogliamo intrattenere il nostro pubblico
familiarmente; un pubblico, non dimentichiamolo, che è in grado di seguire e
apprezzare le sfumature, tanto del discorso che dei sentimenti. STEF
Quindi l’attenzione è rivolta principalmente all’attualità? LUCIO Non soltanto. Sul nostro giornale si parla
della vita di tutti i giorni, degli avvenimenti che fanno notizia, ma anche di
opere letterarie o di avvenimenti che non sono realmente accaduti, ma
immaginati. In parole povere, bisogna portare la filosofia fuori dalle accademie
e dalle biblioteche per farla arrivare nei ritrovi pubblici, nei caffè, nei
discorsi della gente allo scopo di liberare la cultura dalla pedanteria e dalla
tetraggine dalle quali è avvolta. |
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