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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF L’università di Padova è una delle più prestigiose oggi esistenti. Da ogni parte dell’Europa accorrono numerosi studenti per seguire i corsi di medicina, infatti dal 1405, anno in cui è entrata a far parte della dominazione di Venezia, l’università di Padova accoglie chiunque, senza distinzione di nazionalità o di religione. Un esempio è costituito dai testi di Vesalio, Copernico e Fracastoro, un fiammingo, un polacco e un italiano, che hanno avuto un’influenza sul pensiero scientifico di tutto il mondo. Con Girolamo Fabrici d’Acquapendente, uno dei pilastri dell’università di Padova, parliamo di questa prestigiosa istituzione.

Professore, quando è iniziata la sua carriera accademica?

 

LUCIO Sono stato nominato docente di chirurgia, con l’obbligo di insegnare anche l’anatomia, l’11 aprile 1565, poco dopo la morte di Gabriele Falloppio. D’inverno svolgevo le lezioni di anatomia e in primavera quelle di chirurgia.

 

STEF E a cosa si deve questa differenza “stagionale”?

 

LUCIO Si vede che lei non ha mai seguito corsi di medicina. Le lezioni di anatomia si svolgono in inverno perché, col freddo, i cadaveri si conservano meglio e si possono maneggiare più agevolmente. Comunque, se devo essere sincero, preferisco tenere i corsi di chirurgia più che quelli di anatomia.

 

STEF E come mai?

 

LUCIO Perché ultimamente non sono stati nominati i massari, gli assistenti scelti tra gli studenti che hanno come compito principale quello di procurare i cadaveri, un compito non facile, perché il reperimento dei cadaveri sta diventando di giorno in giorno sempre più difficile. E poi c’è un altro motivo che mi fa preferire le lezioni di chirurgia.

 

STEF E quale sarebbe?

 

LUCIO Come vede, io non sono più un giovanotto e la salute non mi assiste molto. E poi odio ripetere sempre le stesse cose, che ho detto e ridetto centinaia di volte e non sopporto che gli allievi si accalchino, spingendosi e facendo confusione perché devono rimanere, a volte per ore, in piedi e al freddo. È per questo che mi sono deciso a costruire un teatro anatomico permanente, illuminato da torce tenute dagli stessi studenti.

 

STEF C’è qualche allievo che si distingue?

 

LUCIO Per fortuna, sì. Come lei sa, qui a Padova vengono studenti da ogni parte ed è proprio uno straniero, un inglese di nome Harvey che si è iscritto nel 1598, che rivela una certa propensione per la disciplina. Segue con attenzione e fa domande che rivelano una certa intelligenza. Guardi, io difficilmente mi sbaglio. Questo studente farà sicuramente strada nel campo della medicina. Un altro allievo che è un modello di forza di volontà è l'italiano Casseri: prima era il mio servitore, poi è diventato studente e dopo la laurea è diventato un mio collega di università.

 


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