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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Il conte di Shaftesbury Anthony Ashley Cooper, che è stato discepolo di John Locke, anche se poi ne ha criticato severamente il pensiero, ha pubblicato diverse opere a contenuto morale. Nell’ultimo suo lavoro, intitolato “Caratteristiche degli uomini, dei costumi, delle opinioni, dei tempi” che è composto di tre volumi, ha raccolto una serie di saggi, in parte già pubblicati e in parte inediti, nei quali ha analizzato il senso morale degli individui.

Sir Cooper, c’è un filo conduttore che accomuna un’opera tanto vasta?

 

FABIO Il discorso di fondo alla base dei vari saggi è costituito dall’ottimismo nel guardare alla vita, che risponde all’ideale classico dell’armonia tra la bellezza e la verità ed è la più valida difesa del sentimento nei confronti della ragione. Secondo me, l’entusiasmo è alla base dell’ispirazione che anima i poeti, gli artisti e i filosofi, ma anche i politici e gli eroi; invece non condivido la passione, nei confronti della quale consiglio come antidoto il buonumore.

 

STEF Che cosa intende per buonumore?

 

FABIO Come ho spiegato nel “Saggio sulla libertà dello spirito umoristico”, che è scritto sotto forma di una lettera a un amico, esistono varie forme di umorismo satirico, che varia secondo la libertà di pensiero di ognuno. In qualunque modo si voglia considerare l’umorismo, io lo ritengo un rimedio contro l’eccessivo zelo in qualsiasi campo: nella morale, nella politica ed anche nella religione.

 

STEF  L’umorismo serve anche per riconoscere il bene dal male?

 

FABIO La distinzione tra giusto e ingiusto fa parte della nostra stessa costituzione e da ciò deriva che la bontà di un’azione promuove sì il benessere generale, ma tiene conto anche dell’interesse personale. In altre parole, il perfetto egoista o il perfetto altruista non rispondono all’ideale umano, perché individuo e società sono il risultato di un’armonia fra l’egoismo e l’altruismo. Un’armonia che non è guidata dalla ragione ma dal buon senso, dal buon gusto, dall’equilibrio tra le passioni e gli ideali.

 

STEF L’artista, secondo lei, è un egoista o un altruista?

 

FABIO L’artista è un uomo libero, un creatore che distingue l’amabile dall’odioso, il bello dal deforme. Secondo me, la vera arte non è quella egiziana, indiana o giapponese, ma l’arte greca, anche se devo riconoscere che la conosco poco. Quando si dà all’arte un fine, uno scopo, non siamo più nel campo dell’arte, ma in quello della filosofia o della storia. Bisogna distinguere tra quello che è oggetto di cupidigia da quello che ha come obiettivo il raggiungimento della gloria e della bellezza.

   


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