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STEF Dopo
un conclave che è durato più di quattro mesi, ieri è stato finalmente eletto
il nuovo papa, che ha scelto di chiamarsi Pio VI. Il momento che sta
attraversando la Chiesa è molto delicato, perché da più parti i regnanti sono
mossi da spinte assolutistiche e avanzano pretese, non solo sulle proprietà
ecclesiastiche, ma anche sul potere stesso dei pontefici. Auguriamo al papa
appena eletto di trovare al più presto una soluzione e intanto ascoltiamo la
scheda che del nuovo pontefice ha preparato Stefania Galiani. CLAUDIA Giannangelo Braschi è nato a Cesena il 25
dicembre del 1717 dal conte Marco Aurelio Tommaso e da Anna Teresa Bandi. La sua
formazione è iniziata presso i Gesuiti ed è proseguita all’Università di
Ferrara. Alla morte di papa Clemente XII ha seguito a Roma il
cardinale Tommaso Ruffo, presso il quale era uditore suo zio materno, Giovanni
Carlo Bandi. Quando il cardinale Ruffo è diventato vescovo di Ostia e di
Velletri, ne ha amministrato le diocesi. Nominato cameriere segreto e aiutante di studio di
Benedetto XIV, nel 1766, in qualità di tesoriere della Camera Apostolica, si è
prodigato per risanare l’amministrazione e la situazione economica dello
Stato. Il 26 aprile del 1773 è stato creato cardinale
dell’Ordine dei preti e alla morte di Clemente XIV, dopo un conclave iniziato
il 22 settembre del 1774, ieri è stato eletto papa con il nome di Pio VI. Il momento che il nuovo papa deve affrontare è molto
delicato, in quanto in Francia si sta affermando il razionalismo illuministico e
in Olanda il giansenismo, i cui princìpi cominciano a trovare sostenitori anche
in Germania. La diffusione di queste idee sta interessando,
seppure in forma limitata, anche alcune città dell’Italia settentrionale e
questo è motivo di grande preoccupazione per le diocesi. In Austria, Giuseppe II, in fatto di religione, si
trova in contrasto con sua madre Maria Teresa e non è un mistero per nessuno
che vorrebbe rendere puramente onorifica la supremazia del papa e separare la
chiesa austriaca dall’egemonia romana. La situazione nel napoletano non desta minore
preoccupazione, perché Ferdinando IV non vuole più sottostare ai tradizionali
obblighi di feudatario della Chiesa con il simbolico omaggio della Chinea. Tutti sperano che il Giubileo indetto per
quest’anno da Clemente XIV il 3 aprile dell’anno scorso e che Pio VI si
accinge a celebrare possa portare unità e pace all’interno della Chiesa. |
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