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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Camillo Borghese è il nuovo papa. Ha scelto di chiamarsi Paolo V e succede a Leone XI, che non è rimasto in carica nemmeno un mese. Il nuovo pontefice è nato a Roma il 17 settembre del 1552 da una famiglia originaria di Siena e dopo essersi laureato in giurisprudenza ha svolto importanti uffici per la Curia. Si è distinto per l’attività infaticabile, l’amore per la giustizia e la mitezza del carattere ed è diventato cardinale nel 1596. Nella scheda preparata da Alessandra Banchieri sono elencati i principali problemi che il papa appena eletto dovrà affrontare.

 

CLAUDIA Sul piano internazionale, numerosi sono i problemi che minacciano la pace. Spagna e Olanda sono ancora in conflitto tra loro, nonostante la sconfitta che gli spagnoli hanno subito a Nieuport a opera della coalizione formata da olandesi e inglesi.

 

In Inghilterra, alla morte di Elisabetta I avvenuta due anni fa, ha preso la corona Giacomo, figlio di Maria Stuarda, che ha unito la corona di Scozia a quella d’Inghilterra, ma sono in atto delle cospirazioni che mettono in crisi la raggiunta unità.

 

L’Italia direttamente o indirettamente è sotto il dominio della Spagna.  Sono sotto il controllo diretto il ducato di Milano, i regni di Napoli, di Sicilia e di Sardegna. La Toscana invece è controllata dalle piazzeforti degli stati dei presìdi, che comprendono Piombino, l’isola d’Elba e il promontorio dell’Argentario.

 

Gli altri stati cercano l’alleanza della Spagna per ricevere privilegi o appalti fiscali, come nel caso di Genova, o per proteggersi dalla minaccia turca, come nel caso di Venezia. Anche lo stato pontificio deve appoggiarsi a quello che è l’alleato cattolico più potente per portare avanti la sua politica religiosa.

 

Da un punto di vista economico la situazione negli stati italiani presenta un notevole cambiamento in quanto, sia nel commercio che nell’esportazione, le città italiane non solo hanno perso il primato, ma il loro ruolo è del tutto secondario rispetto alle città inglesi e olandesi che dominano i traffici su scala mondiale.

 

I capitali sono di nuovo investiti nell’acquisto di terreni, considerati una fonte sicura di reddito e di potere, mentre ristagnano le attività manifatturiere, mercantili e finanziarie che avevano caratterizzato l’economia urbana nei momenti di massima prosperità.

 

Non passa anno senza che qualche regione sia colpita da una carestia con effetti devastanti perché i cereali, soprattutto quelli più poveri come segale, orzo, avena e mais, costituiscono l’alimento principale di larghi strati della popolazione, ma la scarsità di concime e la mancanza di rotazioni agrarie rendono i raccolti molto precari.

 


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