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STEF
Giovane, bello, ricco, intelligente, con tutte le strade aperte davanti a sé ha
scelto quella più difficile e tutta in salita: indossare l’abito dei Minori
francescani. Bernardino da Siena, figlio di un nobile senese e di
un’aristocratica di Massa non è per nulla pentito di questa decisione che gli
ha cambiato l’esistenza. Padre, ci vuole spiegare il motivo di questa sua
scelta? LUCIO Quando ero ragazzo mi dilettavo a leggere i poeti, invece la Bibbia e le Sacre
Scritture, non solo non mi davano piacere, ma mi facevano venire sonno. Un
giorno mi sono capitate per caso tra le mani le “Epistole” di San Gerolamo e
da allora la mia vita è cambiata. Decisi che anch’io sarei diventato eremita,
ma a farmi cambiare idea bastò un boccone di cicerbita, una pianta erbacea che
non riuscivo a mandare giù. Mi sono così avvicinato ai francescani e ho
indossato l’abito dei Minori. STEF
Perché l’8 settembre per lei è una data significativa? LUCIO È il giorno della Natività della Vergine ed
è anche il giorno in cui io sono nato nel 1380. Altre ricorrenze ricche di
significato sono state l’8 settembre del 1402, quando sono diventato frate
francescano e l’8 settembre del 1404, quando ho celebrato la mia prima Messa.
Ora capisce perché questo giorno mi è particolarmente caro. STEF
Nonostante le avversità che ha dovuto superare, dicono di lei che ha un buon
carattere … LUCIO San Francesco diceva: “La tristezza è la
malattia del diavolo”. Ho imparato ad amare la natura, le sue creature, e
cerco sempre l’equilibrio tra la vita attiva e quella contemplativa. Ho
finalmente trovato la mia strada e allora perché dovrei essere triste? STEF
Percorrere a piedi l’Italia, scegliendo scorciatoie impervie, tra mille disagi
non le provoca sofferenza? LUCIO No, e poi non sono solo, a tenermi compagnia ci
sono sempre cinque o sei confratelli. Vivere la povertà francescana ha anche i
suoi aspetti positivi, perché si è a contatto con la natura e si dorme sotto
le stelle; si prova una grande felicità, un senso di benessere impensabile in
una ricca casa patrizia. Il calore della gente che si accalca nelle piazze, che
chiude le botteghe, che sospende il lavoro e gli affari per ascoltare la parola
di Dio è una soddisfazione che ripaga di qualche piccolo disagio materiale. STEF
A proposito di prediche. È vero che lei le adatta al pubblico che ha di fronte? LUCIO Il messaggio deve essere adeguato al pubblico,
affinché possa essere meglio compreso. Se abbiamo un uditorio composto di
studenti, di poveri, di malati o di saccomanni, i peccati sono diversi. Per
combattere l’usura, la malafede, le bestemmie, il giuoco o il lusso e
promuovere la pacificazione, la giustizia e l’amore fraterno non si commette
peccato di superbia se si seguono strade diverse. STEF
I fatti sembrano dare ragione a padre Bernardino da Siena, perché dopo le sue
predicazioni, in alcune città, sono avvenuti episodi che hanno del miracoloso:
conciliazione di famiglie nemiche, bruciamento in piazza delle vanità terrene e
perfino riforme degli statuti cittadini. |
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